TRIESTE, FRIULI VENEZIA GIULIA

“La mia anima è Trieste” così James Joyce descriveva questa ricca e colta città adriatica che proseguendo con le parole di Umberto Saba ha una scontrosa grazia come un ragazzaccio aspro e vorace con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore.
Fulcro della regione storico geografica della Venezia Giulia, Trieste fa da ponte, oggi come in passato, tra Europa continentale e mediterranea.
Un grande fascino che scaturisce da una storia antica in queste terre abitate sin dal secondo millennio Avanti Cristo si insediarono veneti e romani e l’antica tergeste consolidò la propria fama sino a divenire uno dei più importanti porti dell’adriatico, come certificato dai resti archeologici rinvenuti sul colle di San Giusto.
Sulla sommità di questo vasto sperone che domina la città, già nel primo secolo sorgeva una basilica romana che doveva affiancarsi agli edifici tipici dell’acropoli, un tempio forse un complesso di templi dedicati a Giove, Giunone e Minerva.

Piazza Unità d'Italia, Trieste
Piazza Unità d’Italia, Trieste

Su queste antiche fondamenta sorse nel quinto secolo una prima basilica paleocristiana nel luogo in cui oggi possiamo ammirare la bella Chiesa di San Giusto, principale edificio religioso della città la cui facciata è impreziosita da lacerti d’epoca romana.
Come è facile supporre l’acropoli di una città così importante disponeva di un adeguato presidio militare in virtù dell’eccellente vista che abbraccia golfo ed entroterra.
Qui sorse il castelliere del primo nucleo abitato di tergeste.
Nel 1382 i triestini, logorati dalla guerra contro i veneziani, firmarono spontaneamente l’atto di sottomissione all’Austria ponendosi dunque sotto la protezione di un capitano imperiale e mantenendo una propria autonomia amministrativa.
Il castello che oggi possiamo ammirare è frutto di una corposa opera di costruzione e ristrutturazione avvenuta tra XV e XVII secolo.
A partire dalla prima roccaforte, la casa del capitano, il progetto si estese fino alla costruzione della vasta piazza d’armi e delle massicce fortificazioni che compongono l’odierno perimetro triangolare.
Un luogo simbolo della città di Trieste che ospita al suo interno numerosi beni artistici e il bel lapidario tergestino che raccoglie oltre 130 reperti che ci consentono di ripercorrere la storia della tergeste romana.

PALAZZO REVOLTELLA

La forza e gli interessi dell’impero condussero a Trieste ingegni e capitali.
Al dominio austro-ungarico infatti si deve l’odierna fisionomia della città con i suoi palazzi imponenti, grigi e austeri.
Per comprendere la vicinanza e il legame tra l’intellighenzia triestina e quella musica si fa riferimento a Palazzo Revoltella, scrigno di tesori e sede dell’omonimo museo.
Situato nel cuore di Trieste a poca distanza dal mare, il palazzo fu di proprietà del Barone Pasquale Revoltella, armatore e figura tra le più rappresentative della società triestina dell’ottocento.
Se in questi saloni si svolsero numerose feste, spesso decantate dalla stampa locale per il loro sfarzo, il Barone Revoltella alla sua morte donò alla città di Trieste l’intero fabbricato e tutte le opere d’arte gli arredi originali e i libri in esso contenute.
Uomo di sfarzo certamente ma anche uomo di cultura, il Barone Revoltella dotò il museo di un adeguato fondo finanziario per il mantenimento e per l’ulteriore sviluppo dell’istituzione che oggi si è arricchita di un cospicuo numero di opere d’arte che hanno reso necessario l’ampliamento della sede.
La nuova ala in architettura totalmente contemporanea rappresenta un ideale prolungamento del percorso dei saloni dell’antica dimora nobiliare per un viaggio nell’arte e nella cultura.

CASTELLO DI MIRAMARE

A quasi 150 anni dalla morte di Pasquale Revoltella queste antiche stanze continuano a palpitare sotto gli occhi vigili di chi tra queste sale visse ore liete come un giovane Arciduca Massimiliano d’Asburgo che a Trieste intervenne e profondamente nel rinnovamento del porto e nella costituzione della flotta imperiale.
A lui si deve la costruzione del Castello di Miramare pegno d’amore destinato alla sposa a Carlotta del Belgio espressione del desiderio di una vita privata, lontana dagli intrighi di corte.
Questa importante memoria che ha forgiato lo spirito mitteleuropeo e che rappresenta il cuore dell’anima triestina è il punto nevralgico dal quale è la città desidera a prendere le mosse e guardare al futuro.

Castello di Miramare, Trieste
Castello di Miramare, Trieste

PROGETTI DI TRASFORMAZIONE

La grande occasione è rappresentata dalla trasformazione in atto di aree per lungo tempo relegate ai margini e che oggi diventano simboli e incubatori culturali di prima importanza.
Un esempio è l’Antica Pescheria detta anche “salone degli incanti” oggi sede di mostre temporanee e di eventi culturali di pregio.
Ma fra tutti i progetti il più ambizioso è quello che riguarda il Porto Vecchio.
Dalla realizzazione di strutture ricettive e nuove marine alla valorizzazione di un immenso patrimonio di architettura industriale e di storia della tecnologia.

CENTRALE IDRODINAMICA

La centrale idrodinamica è uno degli edifici più antichi del porto costruito tra 1887 e 1890 confinante con il magazzino 26 oggi imponente incubatore culturale.
La centrale è suddivisa in tre parti: l’ex stazione elettrica di riconversione, i locali delle caldaie con la sala macchine e le due torri degli accumulatori dell’acqua.
Una possente macchina idraulica che rappresentò per decenni il motore propulsivo dell’attività portuale.
Il processo di trasformazione in atto in quest’area prende le mosse da un finanziamento messo a disposizione dal Ministero per i beni e le attività culturali finalizzato a trasformare l’intera area in un nuovo fulcro propulsivo e culturale triestino, a renderlo cioè un grande attrattore culturale transfrontaliero.
All’ingente riqualificazione e all’ampia offerta culturale, Trieste associa a una fondamentale componente tutta geografica.
Trieste dunque rifacendosi alla sua cultura di stampo mitteleuropeo ospitale, multiculturale e multireligiosa diviene prototipo di trasformazione umana e civile.
Sulla scorta del grande esempio del rinnovamento in corso al Porto Vecchio la città muta pelle, un luogo da visitare per vivere il cambiamento.