SAN CANDIDO, TRENTINO ALTO ADIGE, BOLZANO

Situato nell’alta Val Pusteria, San Candido, Innichen in tedesco, è una delle più rinomate località dell’arco alpino circondato dalla corona delle dolomiti patrimonio dell’umanità Unesco.

San Candido, assieme alla vicina Sesto, si colloca oltre lo spartiacque alpino attraversato dal rapido corso della Drava appartiene dunque al bacino idrografico del Danubio, un carattere geografico che rende questa alta valle baricentro di scambi culturali mitteleuropei.

San Candido

COOLEGIATA DI SAN CANDIDO

Un territorio che vanta origini antiche e un cospicuo patrimonio artistico incluso nella provincia romana di Norico, San Candido era attraversato dalla via Claudia Augusta, ponte verso il nord. L’originario Castrum divenne borgo nel corso del medioevo concentrato attorno al Monastero dei Frati Benedettini, la grandiosa Collegiata di San Candido.
Il complesso architettonico si riconosce ad un primo sguardo grazie all’inconfondibile massiccio campanile. La monumentale costruzione richiama lo stile delle fortezze crociate e delle cittadelle fortificate. L’interno, scandito da tre navate, conserva numerose opere d’arte.
Il grande ciclo pittorico raffigurante la storia della Creazione realizzata attorno al 1280 costituisce il più grande affresco monumentale in stile romanico, oggi conservato.
Allo stesso modo il massiccio Crocefisso ligneo posto al di sopra dell’altare maggiore rappresenta una delle opere più importanti dell’alto medioevo in virtù della sua perfezione formale.

CHIESA DI SAN MICHELE

A pochi passi dalla Collegiata la Chiesa Parrocchiale di San Michele fa da contrappunto con le sue forme barocche all’austerità della costruzione medievale.
Il leggiadro campanile circolare con la sua punta a cipolla e il ricco interno roccoccò fanno del plesso sacro una delle più belle espressioni del barocco tirolese.

CHIESA DI SAN FRANCESCO

All’altro capo del borgo, come ad accogliere il visitatore proveniente da ovest, troviamo la sobria Chiesa di San Francesco in cui l’elemento caratterizzante è la riduzione all’essenziale.
Le Cappelle di Altötting e del Santo Sepolcro sono due costruzioni addossate l’una all’altra risalenti al XII secolo, periodo della Controriforma, edificate dall’oste di San Candido Georg Paprion. Dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme Paprion prese a modello il Santo Sepolcro (1653) mentre da un precedente pellegrinaggio si ispirò al santuario mariano di Altötting e fece costruire queste due cappelle, una pianta centrale con tetto a punta e la piccola navata, e il sacello del Santo Sepolcro.
L’altare vero e proprio proviene dalla Chiesa profanata di S. Maurizio di San Candido.

San Candido

IDENTITA’ MERCANTILE E TURISTICA

Alla fondamentale identità religiosa ne vanno aggiunte almeno altre due: quella mercantile, aperta al mondo, e a partire dagli ultimi tre secoli quella ricettiva volta ad accogliere inizialmente un turismo d’elite e divenuto oggi piacevolmente consueto.
La piazza del mercato riassume l’anima più viva e vera di questo antico borgo collocato nel cuore di un’area naturale senza pari.
Dalle alte creste dei Baranci alle Tre Cime di Lavaredo, San Candido ha fatto del patrimonio naturalistico che lo circonda l’asse portante dell’offerta turistica.
Il museo dolomythos, nel cuore del borgo, racconta con dovizia una storia millenaria ponendo l’accento sul rapporto tra natura e uomo e sulla necessità di preservare il più possibile questo delicato e unico ambiente naturale.

ATTIVITA’ VARIE

La natura è l’elemento costituente della soverchiante bellezza di questo angolo di mondo. In tale cornice il viaggiatore può godere di una ricca serie di attività dallo sci di discesa alle ciaspole, dal bob estivo e invernale allo sci di fondo, se l’inverno esalta la bellezza e la vivibilità di San Candido allo stesso modo, nel periodo estivo, queste impervi e maestose cime dolomitiche fanno da cornice ad escursioni a piedi e in bicicletta.
Gli amanti delle due ruote a San Candido possono intraprendere un itinerario unico al mondo, un passaggio attraverso quello che un tempo era confine limite e barriera e che oggi è invece una strada aperta (San Candido – Lienz), una porta nel verde che conduce al cuore dell’Europa.
San Candido, ultimo lembo d’Italia, accoglie il visitatore con la tradizionale ospitalità sudtirolese.