RUCHETTA SELVATICA – Scheda botanica

Nome scientifico: Diplotaxis tenuifolia (L.) DC.
Famiglia: Brassicaceae
La Ruchetta Selvatica (Rucola) è una pianta perenne con fusto eretto, alto fino ad 80 cm, alla base legnoso, con molte foglie e leggermente pubescente, in alto glabro e lungamente privo di foglie.
Le foglie sono glabre, con margine spesso denticolato, quelle inferiori sono di dimensioni maggiori, lobate o settate, con lobi stretti e denticolati.
Quelle superiori, quando presenti, hanno lamina stretta e lineare.
I fiori crescono su lunghi peduncoli ed hanno 4 sepali verdastri e 4 petali gialli spatolati.
I frutti sono silique strette e lunghe (fino a 6 cm), con numerosi, piccoli semi disposti su due file.

Ruchetta selvatica, Diplotaxis tenuifolia
Ruchetta selvatica, Diplotaxis tenuifolia

DISTRIBUZIONE E HABITAT

La Ruchetta selvatica è una specie tipica del bacino mediterraneo, in Italia è comune e presente in tutte le regioni.
Vegeta da 0 a 1000 m s.l.m in incolti aridi, ai bordi di strade e su ruderi.

PARTI UTILIZZATE E PERIODO DI RACCOLTA

Le giovani foglie dellaRuchetta selvatica posso essere raccolte tutto l’anno.
Possono essere consumate crude, unite ad altre erbe nelle insalate, o per aromatizzare sughi e carni.

RICETTA DELLA NONNA: Pesto alla viterbese

Sbucciare 100 g di nocciole e tostarle leggermente in forno eliminando la pellicina.
Mettere nel frullatore 300 g di foglie di rucola, alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva, tre cucchiai di pecorino romano, sale, pepe e frullare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Questa salsa è adatta a condire la pasta, al posto del pesto alla genovese, o per essere spalmata su filetti di pesce, tinca o coregone del lago di Bolsena.

NOTE

Secondo quanto ci narra Plinio, la Ruchetta selvatica era sacra a Priapo, dio della fertilità, quindi fortemente afrodisiaca e proprio per questo nei monasteri ne erano severamente vietati la coltivazione e l’uso.
Ovidio, nell’Ars amatoria, la definisce salax eruca, ossia pianta lussuriosa.
Scientificamente provato è invece che abbia proprietà digestive, antibatteriche e addirittura antitumorali.
Il nome del genere deriva dal greco diplos=doppio e taxis=ordine, per la disposizione in due serie dei semi nel frutto, quello della specie da tenuis=esile e folium=foglia, per la presenza di foglie cauline sottili.