RISERVA DI PUNTA ADERCI, ABRUZZO

La Riserva di Punta Aderci sulla costa abruzzese è un’area protetta particolarmente suggestiva per l’ambiente dunale con la vegetazione tipica e con il suo delicato equilibrio ecosistemico.
Dal promontorio di Punta Aderci è possibile ammirare anche le montagne del Gran Sasso e dei Sibillini oltre che della Majella.

Punta Aderci
Punta Aderci

SPIAGGIA DI PUNTA PENNA

La spiaggia di Punta Penna è situata nella Riserva Naturale di Punta Aderci. Un luogo che oltre ad essere infatti una Riserva Regionale è anche un sito di importanza comunitaria, racchiude anche vari vincoli di protezione per quanto riguarda sia l’aspetto paesaggistico che è quello archeologico. Queste forme di vincolo sono state avvalorate anche dalle numerose presenze che in questi ultimi anni si registrano alla riserva soprattutto nel periodo estivo ma non solo.

LE DUE REALTA’ DELLA RISERVA

La Riserva nasce in un’area “conflittuale” in quanto è presente un porto e un’area industriale ma, allo stesso tempo, anche un bellissimo paesaggio. Questa zona è quindi in conflitto tra queste due
realtà cioè quella di sviluppo industriale e quella paesaggistica però l’una va un pò a braccetto dell’altra tant’è che la costruzione del molo di ponente ha di fatto incrementato la formazione e la deposizione di sabbia e quindi una costruzione di una infrastruttura portuale ha alimentato e favorito il ripascimento di sabbia e la creazione di un ambiente dunale naturale.
In questa spiaggia è presente  l’habitat dunale con tutte le sue suggestioni vegetazionali. In questa “conca” diciamo dove c’è l’habitat dunale è la parte naturalisticamente più pregiata della riserva insieme al promontorio di Punta Aderci e a tutta la vegetazione ripariale del fiume Sinello che fa anche da confine.

Punta Aderci
Punta Aderci

DUNE, FLORA E FAUNA

La riserva, istituita nel 1998, tutela circa 300 ettari di territorio e cinque chilometri e mezzo di spiagge costiere. Le dune che sono presenti a Punta Penna sono appunto censite e anche tutelate dalla Comunità Europea. Sono presenti tutte le successioni vegetazionali tipiche degli habitat donali e tutte le specie
più rappresentative compreso il bellissimo e maestoso giglio di mare che sfiorisce nel periodo estivo insieme a l’Ammofila arenaria che è il simbolo di questa riserva.

L’ AMMOFILA ARENARIA E IL FRATINO

L’Ammofila arenaria è una graminacea ed è la pianta responsabile della formazione delle dune perché ha la particolarità di avere un apparato radicale molto esteso e ramificato dieci volte più più grande di quello che si vede in superficie e quindi riesce a edificare proprio la duna.
L’Ammofila arenaria è anche il simbolo della riserva insieme al Fratino.
l fratino è un piccolo limicolo che ha la particolarità di nidificare sulle spiagge italiane.
E’ un uccello inserito nella lista rossa, in via di estinzione ed in forte pericolo in quanto tutte le spiagge italiane sono più o meno pulite e preparate per la balneazione proprio nel periodo in cui il fratino fa il proprio nido e si riproduce.
La particolarità del fratino è che depone le uova proprio sulla sabbia e di conseguenza è una specie molto fragile con pochissima protezione.
In tutte le coste italiane è rimasto ormai come residuale e li dove ancora nidifica viene chiaramente protetto.
Ci sono dei progetti di salvaguardia di associazioni ambientali del WWF e anche di volontari che appunto fanno proprio di presidio alle uova del fratino proprio perché è molto facile che vengano schiacciate sia da cani vaganti ma anche da corvidi che sono dei predatori di queste piccole uova.

Punta Aderci
Punta Aderci

La Riserva è stata oggetto di numerose diatribe tra promotori e quelli che invece non ci credevano in quest’area protetta. Oggi si può dire che la riserva ne è uscita vincente in quanto è stata riconosciuta a livello nazionale come una zona di pregio anche dalla Comunità Europea.

LA VIA VERDE

La Riserva al suo interno è attraversata dalla Via Verde della Costa dei Trabocchi. La via verde è un progetto della provincia di Chieti, un percorso ciclopedonale che è costruito sul vecchio tracciato ferroviario dismesso e che collega  Ortona a San Salvo, circa 40 Km di costa. Questo percorso garantisce una  fruibilità anche fuori stagione perché il turismo ciclabile è sicuramente destagionalizzato.