PARCO SIRENTE-VELINO, LA VALLE SUBEQUANA

In Abruzzo il Parco Regionale del Sirente-Velino prende il nome dai massicci omonimi ed è compreso nel sistema dei grandi Parchi Nazionali; è situato tra il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a nord, la Maiella ad ovest e il Parco Nazionale d’Abruzzo a sud.
Il Parco costituisce un imprescindibile raccordo tra i Monti Reatini e i Simbruini settentrionali in direzione del Lazio caratterizzato dalla presenza di circa 35 vette che superano i 2000 metri di altezza dove passano i diversi flussi faunistici dell’appennino.
Istituito nel 1989, tutela uno dei comprensori montani più importanti della regione. Il suo patrimonio faunistico comprende specie protette come l’Orso Bruno Marsicano, il Lupo, il Gatto Selvatico e il Grifone.

Sirente
Sirente

Sul paesaggio predominano i massicci del Velino e del Sirente. Quest’ultimo con i suoi 2.348 metri di altezza rappresenta il terzo massiccio montuoso dell’appennino centrale. Il Sirente colpisce per la parete dolomitica rocciosa verticale e i canali innevati che rappresentano le più belle discese sci-alpinistiche dell’appennino. Molti piccoli borghi d’altura caratterizzano la montagna come Ovindoli, Campofelice e Rocca di Cambio rinomate stazioni invernali nel cuore della Marsica.
Qui il territorio e dominato dallo splendido Altopiano delle Rocche, una volta bacino di un grande lago che ora comprende le conche carsiche dei Piani di Pezza e dei Prati del Sirente. Sotto le Gole di Celano, un profondo canyon dovuto all’erosione fluviale, si intravede la città di Celano capoluogo dell’omonima contea che ospita l’imponente fortezza del castello dei Piccolomini.

LA VALLE SUBEQUANA

Nella Valle Subequana, località pedemontana del Sirente, la pastorizia era la principale risorsa. Fino alla prima metà del novecento in ogni famiglia c’erano centinaia di pecore e di bovini che hanno caratterizzato l’economia domestica con i proventi ricavati dalla pratica di una pastorizia dedita allo spostamento delle greggi che in autunno venivano condotti nelle campagne romane.

Parco Sirente Velino
Parco Sirente Velino

Nella seconda metà dell’ottocento sulla scia del grand tour romantico anche l’Abruzzo sirentino viene investito da viaggiatori specializzati come naturalisti, romanzieri e geografi che passando per l’antica Claudia Valeria attraversavano i borghi dell’attuale Parco per arrivare a Roma. Come essi scrivono quando la statale comincia a scendere appaiono in un’immensa vallata i borghi di Castel di Ieri, Gagliano Aterno e Goriano Sicoli.
Arrivando a Gagliano Aterno l’attenzione si concentra tutta sul castello che ospitò Francesco d’Assisi e che attira magneticamente l’interesse per il suo predominio sull’intero paese, residenza della Contessa Isabella Acquaviva d’Aquila nel 1328.
L’Abruzzo attrae gli scrittori perché è selvaggio ma anche romantico e allora pieno di briganti. Dai taccuini dei viaggiatori romantici quali Escher e Edward Lear si parla del paese di Goriano Sicoli, un’antica Mansio romana e sosta della Claudia Valeria. Un imponente fontana pubblica di fine ottocento caratterizza il borgo sirentino, luogo di ristoro per i pellegrini che si recano al Santuario della Madonna della Libera nella vicina Pratola Peligna.

Goriano Sicoli
Goriano Sicoli

All’interno del parco, in località Magliano dei Marsi, alle pendici del Monte Velino, è stata condotta con successo la reintroduzione del Grifone, quasi estinto nell’appennino centrale all’inizio del xix secolo. E’ il Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con l’Ente Parco a curare il progetto di reintroduzione dei grifoni iniziato nel 1994. Tra il 1994 e il 2002 furono immessi nelle voliere oltre 64 esemplari provenienti dai centri di recupero spagnoli che, successivamente, furono rilasciati in natura.

Grifone
Grifone

Durante tutto l’anno i centri di educazione ambientale del parco organizzano diverse attività dedicate ai bambini e agli studenti guidate da educatori esperti che, applicando sempre il principio dell’imparare giocando, coinvolgono i ragazzi nell’osservazione diretta dell’ambiente.

AREA PROTETTA

L’Area Protetta del Parco Regionale del Sirente Velino, cuore geografico delle montagne d’Abruzzo, è il biglietto da visita della regione verde d’Europa. Nel parco sopravvive un ambiente ricco di diversità e la presenza di una buona popolazione di ungulati e grandi carnivori. Significative sono state le grandi reintroduzioni che hanno fatto tornare sulle montagne anche il cervo, preda naturale del lupo. Tra la fine di agosto i primi di ottobre nei prati del Sirente si diffonde una voce potente. E’ il bramito, il canto del cervo in amore.

Anticamente il Parco era una strategica area di passaggio tra l’Adriatico e il Tirreno e i numerosi ritrovamenti archeologici confermano la presenza delle Città Italiche. Famosa è la Necropoli di “Le Castagne” vicino a Castelvecchio Subequo con le caratteristiche sepolture all’interno di circoli in pietra. Mentre nei pressi di Castel di Ieri è emerso l’importante Tempio Italico dedicato a Giove e a Minerva. Si accede al Tempio attraverso una gradinata che conduce nel pronao che era segnato da alcune colonne di cui oggi sono presenti soltanto le basi.
Nella cella centrale è conservato il basamento della statua di cui sono stati trovati vari frammenti e dalla ricostruzione fatta la statua è attribuibile alla figura di Giove.