MONTE ROCCIAMELONE

PIEMONTE

Quella al Rocciamelone è l’escursione per eccellenza da fare in Val di Susa con i suoi 3538m e il suo Santuario più alto d’Europa. 
Nel Museo diocesano di Susa, una delle più antiche città delle Alpi piemontesi, un trittico in bronzo maltrattato dai secoli e dai fulmini ricorda una delle prime ascensioni della storia.
Per secoli, a partire dal 1358, è stato esposto sui 3538 metri del Rocciamelone, una montagna imponente ma dall’accesso facile.
Al centro del trittico c’è la Vergine col Bambino. Le si affiancano san Giorgio a cavallo, che inchioda con la sua lancia il drago, e un riccioluto san Giuseppe che presenta alla Madonna un cavaliere.
Si tratta di Bonifacio Rotario d’Asti, l’uomo che ha fatto realizzare e portare in cima il trittico.
Secondo la tradizione, Bonifacio era stato fatto prigioniero durante le Crociate, ed è rimasto a lungo prigioniero in Terrasanta. Secondo studi successivi ciò non corrisponde al vero.
Il cavaliere, che nel trittico è armato di tutto punto, chiedeva l’aiuto della Vergine per battersi contro i Solari di Asti e i Visconti di Milano.
Grazie a Bonifacio Rotario, e soprattutto alla fede nella Madonna, il monte Rocciamelone è una delle cime più visitate delle Alpi.

RIFUGIO CA’ D’ASTI

Una volta sciolte le ultime nevi di giugno, il sentiero che sale dalla Riposa alla cima vede sfilare migliaia di escursionisti e pellegrini (fino a 10.000 ogni estate). Il 5 agosto, giorno della festa solenne, l’affollamento è incredibile.
Sulla cima, dal 1899, sorge un’enorme statua della Madonna.
Ai suoi piedi, un busto ricorda re Vittorio Emanuele II.
Il panorama include gran parte delle Alpi occidentali. «Il bacino del Piemonte, gran parte della Lombardia, le montagne di Genova, l’immensa catena delle Alpi», ha scritto un alpinista della fine dell’Ottocento.
La Ca’ d’Asti, che sorge a metà della salita, è uno dei ricoveri più antichi delle Alpi.
La confortevole costruzione moderna è gestita dalla sezione di Susa del CAI.
Un altro rifugio, privato, sorge sui pascoli della Riposa, al termine della strada.
La salita, anche se lunga, non presenta difficoltà, e può essere spezzata pernottando in uno dei rifugi.
Le ultime rampe, su terreno roccioso, sono attrezzate con cavi. In presenza di neve, o in caso di temporale, le condizioni possono diventare rapidamente difficili.
Prima o dopo l’ascensione meritano una visita i monumenti di Susa, dalla cattedrale di San Giusto all’Arco di Augusto, e al Museo diocesano ospitato nella chiesa di Santa Maria del Ponte.

Monte Rocciamelone
Monte Rocciamelone

QUOTA: da 2105 a 3538 metri;
DISLIVELLO: 1430 metri;
TEMPO: 7.30 ore;
DIFFICOLTA’: E/EE;
SEGNALETICA: bianco-rossa;
QUANDO ANDARE: da luglio a settembre.

ITINERARIO

Dal centro storico di Susa, dalla statale del Moncenisio e dalla A32 Torino-Bardonecchia si segue la strada che passa alle spalle della stazione ferroviaria e sale alla borgata di Mompantero.
Da qui si prosegue sul tracciato, di origine militare, che si alza con una lunga serie di tornanti. Dopo aver lasciato a sinistra una diramazione per Pampalù e a destra una per il Trucco, si prosegue su una buona sterrata fino alla base della teleferica di servizio del rifugio Ca’ d’Asti.
Una sbarra (2100 metri) chiude la strada alle auto. Si continua a piedi, per l’evidente sentiero che si alza sui pascoli e sale alla Riposa (2205 metri, 0.15 ore), dov’è il rifugio omonimo, ricavato in un fabbricato militare.
Il profondo vallone che scende verso la Valle di Susa forma in basso l’Orrido di Foresto.

VERSO IL RIFUGIO E LA CIMA DEL ROCCIAMELONE

Qui inizia la storica e frequentata mulattiera del Rocciamelone, che si alza con percorso abbastanza ripido.
Il tracciato si alza lungo un costone erboso, poi piega a destra per entrare in un valloncello dove c’è la Fontana Traversa.
Il tracciato torna verso la dorsale, poi aggira a sinistra dei modesti salti di roccia e raggiunge la Ca’ d’Asti (2854 metri, 2.15 ore), su un ampio e panoramico terrazzo erboso. Accanto al rifugio moderno c’è una cappella del Seicento.
Si riparte con delle rampe più scomode, su un terreno sassoso, nel versante sud-orientale della montagna, nei pressi della cresta Sud che si raggiunge alla Crocetta di Ferro (3306 metri, 1.15 ore).
Da qui il sentiero, ben tracciato e attrezzato con catene e mancorrenti metallici, attraversa un ripido versante di rocce e ghiaie che precipita verso la Valle di Viù, poi si alza a svolte in direzione della cima del Rocciamelone (3538 metri, 0.45 ore).
Accolgono sul punto più alto la grande statua della Madonna e la cappella-bivacco di Santa Maria.
Il panorama, vastissimo e celebrato, abbraccia tutte le Alpi occidentali. Il piccolo ghiacciaio del Rocciamelone scende a nord in territorio francese.
In discesa, per lo stesso itinerario, occorrono 1.30 ore fino alla Ca’ d’Asti, e altrettanto da questa alla strada.